L’intervento si rivolge a tre gruppi principali:
- fumatori ed ex fumatori coinvolti nei programmi sperimentali di screening polmonare con TAC a basso dosaggio;
- pazienti ricoverati o seguiti dai servizi sanitari per patologie correlate al fumo;
- persone che accedono spontaneamente o vengono indirizzate da medici di medicina generale, farmacisti e ostetriche.
Il progetto prevede interventi motivazionali individuali, trattamenti farmacologici quando indicati, gruppi cognitivo-comportamentali per smettere di fumare e programmi specifici per categorie maggiormente vulnerabili, tra cui persone con ansia o depressione, pazienti ospedalizzati, donne in gravidanza e donne in menopausa.
Particolare attenzione sarà dedicata ai momenti del percorso di screening che possono rafforzare la motivazione a smettere, come la proposta della TAC, la comunicazione dell’esito, gli approfondimenti diagnostici e i controlli successivi. Saranno inoltre formati professionisti sanitari e operatori territoriali, favorendo accordi e modalità di collaborazione stabili tra LILT, aziende sanitarie, ospedali, medici, farmacie e altri servizi.
La ricerca utilizzerà metodi qualitativi e quantitativi. Attraverso interviste e questionari saranno analizzate le esperienze dei fumatori, la loro partecipazione agli interventi, l’influenza dello screening sulla motivazione e gli esiti della cessazione a sei e dodici mesi.
I principali risultati attesi sono:
- raccomandazioni operative per percorsi integrati di cessazione dal fumo;
- un protocollo condiviso tra LILT e servizi sanitari;
- strumenti differenziati in base al tipo di utente e al contesto di presa in carico;
- un vademecum per gli interventi motivazionali rivolti ai pazienti ospedalizzati;
- il rafforzamento della rete territoriale e del ruolo delle LILT nei servizi per la disassuefazione.
Il progetto ha una durata prevista di 15 mesi e coinvolge le LILT di Reggio Emilia, Firenze, Pisa, Oristano, Piacenza e Campobasso, insieme alle rispettive strutture sanitarie territoriali.

